Fisioterapia
Trauma articolare: cambiamenti neurofisiologici, muscolari e strategie di recupero
L’atrofia muscolare che si verifica dopo un trauma articolare è nettamente diversa dall’atrofia muscolare che si sviluppa dal disuso ed è dovuta ad un’ampia gamma di fattori di origine neurofisiologica che richiede aspetti riabilitativi specifici (1). La debolezza muscolare dopo un infortunio articolare è quindi secondaria a una complessa manifestazione di eventi neurologici e morfologici…
Read MoreL’attività fisica favorisce il controllo della pressione, ma a livello sportivo, quando è molto caldo, come possiamo praticarla in sicurezza?
Il pericolo dell’ipertensione L’ipertensione è uno dei principali fattori di rischio di morte prematura in tutto il mondo (1). Le linee guida americane ed europee differiscono sui valori nei quali si riconosce l’ipertensione in base alla pressione arteriosa. Per le prime il valore soglia è 130/80 mmHg e la pressione arteriosa sistolica, cioè la cosiddetta…
Read MoreAttività fisica intensa per brevi periodi: non è per tutti!
Premessa L’inattività fisica, o attività fisica insufficiente è una delle principali cause di malattie croniche non trasmissibili responsabili di almeno 5 milioni di morti premature all’anno (1). [1]. Un’attività fisica vigorosa (> 6 MET assoluti o ≥ 14 o > 15 sullo sforzo percepito/secondo la scala di intensità relativa di Borg) è una strategia potenzialmente…
Read MoreAlimentazione e esercizi di forza per mantenere una corretta massa muscolare
Il termine ‘sarcopenia’ (dal greco sarx o carne e penia o scarsità) è stato coniato da Irwin Rosenberg che descriveva il deterioramento della massa muscolare correlato all’età e infine il termine usato per indicare la co-occorrenza di massa muscolare scheletrica e perdita di forza tra gli anziani (1). Gli adulti sani possono perdere circa l’8%…
Read MoreRapporto tra termogenesi e dieta
Introduzione L’obesità e le comorbilità della sindrome metabolica sono una crisi sanitaria globale in accelerazione (1). Molte terapie per la perdita di peso fino ad oggi hanno alterato il bilancio energetico diminuendo l’apporto calorico e c’è stato a lungo un fascino nell’utilizzare la termogenesi, l cioè la conversione dell’energia (come l’apporto calorico in eccesso) in…
Read MoreEffetti della dieta e dell’esercizio fisico per un dimagrimento corretto
La perdita di peso in assenza di malattia o intervento chirurgico può verificarsi solo come risultato di un bilancio negativo tra l’apporto energetico (energy intake-EI) e il dispendio energetico (energy expenditure EE) e sebbene apparentemente semplice, la regolazione del bilancio energetico è un processo dinamico che richiede una migliore comprensione per interventi realistici e basati…
Read MoreCorsa su strada: consigli pratici per la riduzione degli infortuni
Introduzione La corsa è una delle forme di esercizio più popolari al mondo con milioni di partecipanti. Nel 2019 la camminata, la corsa e il jogging sono state le discipline sportive più praticate da donne e uomini italiani. In effetti, circa il 45% degli intervistati sia maschi che femmine ha affermato di correre, camminare o…
Read MoreGli effetti muscolo-scheletrici delle scarpe da vestito e delle scarpe con tacco alto
Le scarpe eleganti con punta stretta modello ad es. Oxford e le scarpe col tacco alto possono entrambe contribuire ad aumentare i disturbi muscolo scheletrici, specialmente ai piedi e alle caviglie in soggetti predisposti e se portate per lunghi periodi (1). Si deve considerare inoltre che i piedi e le caviglie sono alla base della…
Read MoreLombalgia dello sportivo: qual è il trattamento migliore per il return to sport
Prevalenza della lombalgia nello sport La prevalenza cioè il numero di atleti affetti da mal di schiena in un preciso istante viene distinta in una tantum quindi nel corso della vita e puntuale cioè in un dato istante di tempo (1). Negli studi di alta qualità, presenti in letteratura la prevalenza una tantum della lombalgia…
Read MorePostura sul posto di lavoro e dolore: c’è una correlazione?
L’evidenza scientifica attualmente disponibile essendo limitata non mostra che gli interventi per aumentare lo stare in piedi o camminare sul posto di lavoro riducano i sintomi muscolo-scheletrici tra i lavoratori sedentari a breve, medio o lungo termine. Inoltre la qualità dell’evidenza è bassa o molto bassa, in gran parte a causa del disegno dello studio…
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