La lombalgia

L’80% della popolazione è destinato, nell’arco della vita, a presentare una lombalgia; uomini e donne in ugual misura in età fra i 30 e 50 anni .
Il 50% degli adulti in età lavorativa ne soffre e di questi, il 15-20% ricorre a cure mediche e più del 50% avrà recidive nell’arco di un anno.
Al di sotto dei 45 anni di età, la lombalgia è la più comune causa di disabilità.

Prima di analizzare la patologia, dobbiamo considerare il fatto che essa è un sintomo non una malattia, per definizione:
“dolore, con presenza o meno di limitazione funzionale, avvertito fra il margine inferiore dell’arcata costale e le pieghe glutee inferiori, con possibile irradiazione posteriore alla coscia ma non oltre il ginocchio”.
Il ruolo del medico è fondamentale al fine di avere una diagnosi corretta ricordando che un accurato esame clinico è sufficiente per un inquadramento diagnostico della lombalgia anche in assenza di esami strumentali; infatti la letteratura scientifica indica che “Individualmente anomalie di diagnostica per immagine, come bulging, ernie protruse, contatto o spostamento della radice, segnale discale alterato,ecc… non costituisce una chiara diagnosi eziologica della lombalgia”.

lombalgia - dolore

La lombalgia viene divisa in:

1. LOMBALGIA SPECIFICA: 1-2% dei casi definiti come Red Flags (segni di tumore, frattura, infezione, s. della cauda, stenosi vertebrale, dolore di origine viscerale o patologie sistemiche)

2. LOMBALGIA ASPECIFICA: 90-95% dei casi viene diagnosticata escludendo le Red Flags, si parla di lombalgia minore o meccanica.

La lombalgia meccanica può essere definita come un dolore secondario ad un uso eccessivo o ad una abnorme stimolazione di una struttura anatomica (muscoli, legamenti, periostio, fasce muscolari, anulus fibroso, faccette articolari, ecc.); in questo caso la schiena funziona male, con dolore insorto per una qualsiasi causa scatenante che ha rotto un equilibrio in presenza di fattori di rischio connessi all’attività sportiva, ad anomalie strutturali o posturali, ad affaticamento fisico o mentale.

I Fattori di Rischio della lombalgia sono:

– Professionali

– Biomeccanici (posture, sforzi, vibrazioni…)

– Psicologici (monotonia, relazioni difficili, stress…)

– Anomalie del rachidee (iperlordosi, scoliosi, malformazioni vertebrali..)

– Gravidanza

– Tabacco

Per mantenere il mal di schiena (Dott. Nordin):

– Mantenere la credenza che il riposo prolungato e l’inattività siano utili

– Medicalizzare una condizione priva di riscontri clinici

– Prescrivere trattamenti passivi a lungo termine

– Non riuscire a comunicare con il luogo di lavoro

Per accelerare la guarigione (Dott. Nordin):

– Identificare interventi in base alle evidenze

– Promuovere l’attività e il trattamento attivo

– Educare l’uso corretto del corpo

– Fare prevenzione

Fondamenti per il trattamento delle lombalgie:

– Riduzione del dolore (fans, terapia fisica)

– Presa di coscienza corpo/problema

– Rieducazione segmentaria

– Riequilibrio catene muscolari

– Potenziamento muscolare

– Potenziamento cardio circolatorio

– Rieducazione funzionale

Il recupero funzionale può essere fatto con vari approcci:

– La Back School

– Il metodo McKenzie

– Il metodo del recupero dell’equilibrio F/E

– L’allungamento globale

– La core stability

– Terapia manuale e osteopatica

Si capisce come il trattamento della lombalgia riguarda un cambiamento dello stile di vita della persona, dall’attività fisica corretta ai giusti stili di vita e alla prevenzione di fattori scatenanti i problemi del rachide.

 

Approfondimento.

La rieducazione funzionale: stabilizzazione del rachite lombare

Esercizi di core stability

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