Stabilizzazione passiva della spalla

La spalla è l’articolazione più mobile del nostro corpo con possibilità di movimento in tutti i piani dello spazio (flesso-estensione, rotazione e circonduzione).

Il complesso articolare della spalla è formato da 5 articolazioni suddivise in due sottogruppi.

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Il primo sottogruppo è composto dall’articolazione scapolo-omerale (tra omero e scapola) e da quella sottodeltoidea (data dallo scorrimento dei foglietti della borsa sottodeltoidea); il secondo sottogruppo è composto dall’articolazione scapolo-toracica (una “falsa” articolazione che genera lo scivolamento tra scapola e coste della gabbia toracica) e dall’acromion-clavicolare (tra scapola e clavicola) e sterno-clavicolare (tra sterno e clavicola).

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L’articolazione scapolo-omerale o gleno-omerale è un’enartrosi, cioè una diartrosi (articolazione mobile) caratterizzata da forma emisferica delle superfici articolari che risultano essere una concava ed una convessa. La testa omerale è inclinata dorsalmente di 130°-140° e retroversa di 30°. Poco più di un terzo della testa omerale prende contatto con la glenoide e questo darebbe un’instabilità di base che si risolve grazie ad alcuni elementi anatomici statici e dinamici che stabilizzano l’articolazione.

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Tra gli elementi statici stabilizzanti c’è il labbro glenoideo o cercine, struttura fibro-cartilaginea che circonda il bordo esterno della glena aiutando a stabilizzare l’articolazione della spalla. Essa serve anche come punto di attacco per molti dei legamenti della spalla.

Un’altra struttura stabilizzante è la capsula, che si può paragonare a un manicotto fibroso che si inserisce lungo il labbro glenoideo e si comporta diversamente a seconda dei movimenti dalla spalla, ad esempio a 45° di abduzione è meno tesa e la spalla risulta maggiormente instabile. All’interno della capsula troviamo una pressione negativa pari a -42 cm H2O in posizione di riposo che determina un effetto di “sottovuoto”; inoltre l’adesione-coesione che avviene fra la cartilagine ialina della glena ed il liquido sinoviale stabilizzano ulteriormente l’articolazione.

Sul muro anteriore, la capsula viene rinforzata internamente dai legamenti gleno-omerale superiore (LGOS), medio(LGOM) e inferiore(LGOI) , che si inseriscono sul cercine e dal legamento coraco-omerale (extra articolare); questi tensionandosi insieme sono un fattore di stabilità passiva della spalla a seconda dalla posizione assunta.

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Il LGOS si oppone alla traslazione inferiore nella spalla addotta, in rotazione neutra ed extrarotazione.

Il LGOM è una barriera alla dislocazione anteriore a 45°-90° di abduzione della spalla.

Il LGOI accoglie come un’amaca la testa omerale contenendo la traslazione anteriore, posteriore e inferiore a spalla abdotta.

La stabilità è anche garantita dai legamenti extra articolari coraco-clavicolari (trapezoide e conoide).

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Infine, anche la porzione superiore della capsula risulta un fattore di stabilizzazione passiva importante tanto che una lesione nella capsula superiore può essere vista con parziale rottura della cuffia dei rotatori, poiché aumenta la traslazione anteriore e inferiore della testa omerale.

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Bibliografia:
1. J Shoulder Elbow Surg. 2014 May;23(5):642-8, Role of the superior shoulder capsule in passive stability of the glenohumeral joint. Ishihara Y, Mihata T, Tamboli M, Nguyen L, Park KJ, McGarry MH, Takai S, Lee TQ.
2. NETTER Apparato Locomotore Vol. I – Arto Superiore – Atlante di Anatomia Fisiopatologia e Clinica 2/ed. [Iannotti – Edra Elsevier Masson] di Iannotti Joseph P.; Parker Richard D.

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