Dati stabilometrici e infortuni: quali correlazioni?

Dati stabilometrici e infortuni: correlazioni

Dati stabilometrici e infortuni subiti da sportivi e non: quali correlazioni possono esistere?

Un’eventuale diminuzione dell’equilibrio, in soggetti che hanno subito una frattura composta mono o bilaterale del condilo mandibolare, ricercata tramite test stabilometrici quali il test di Romberg ad occhi chiusi con e senza bite, viene determinata non solamente dal trauma stesso o da un’alterazione della propriocezione (quest’ultima da sola sembra non essere sufficiente a creare la destabilizzazione posturale), ma è necessario che sia presente una disfunzione vestibolare concomitante (Faralli MM. Et al. 2009).

Studi clinici prospettici longitudinali hanno osservato che, in soggetti che hanno subito un trauma acuto di rottura del legamento crociato anteriore, il controllo posturale sembrava essere compromesso poiché l’ampiezza del centro di pressione (COP) misurata su pedana stabilometrica era in entrambe le gambe, sia la sana che quella con l’infortunio, maggiore rispetto ai limiti di riferimento normalmente utilizzati.

In particolare gli esercizi supervisionati da un esperto del movimento (gruppo campione) rispetto a esercizi auto-somministrati (gruppo controllo) hanno migliorato le capacità funzionali misurate tramite il one-leg hop test(aumentava il suo valore) e tramite la velocità con cui si spostava il COP, valore quest’ultimo che risultava non affetto nel gruppo campione rispetto al gruppo controllo (Ageberg E. et al. 2001).

L’analisi della varianza delle misurazioni stabilometriche bipodaliche prese alla fine del periodo di preseason hanno dimostrato che gli atleti con valori più alti del centro di pressione (COP) soffrivano di infortuni durante il periodo di volume. Le misurazioni monopodaliche stabilometriche (stabilità latero-laterale) prese alla fine del periodo di volume hanno mostrato che gli atleti con valori più alti del COP soffrivano di infortuni durante il periodo preseason (Romero-Franco N. et al. 2014).

Risulta fondamentale nel periodo postseason non smettere totalmente di allenarsi per periodi lunghi, infatti la performance stabilomentrica (area del centro di pressione (COP), velocità media del gomitolo, deviazione standard del COP), anche in soggetti praticanti sport professionistico, tende a decrescere e potrebbe indicare un possibile aumento del rischio di infortunio alle caviglie (Dai B.et al. 2010).

Sono necessari sicuramente ulteriori studi per provare a dare una correlazione statisticamente significativa tra dati stabilometrici e gli infortuni e non è detto che sia possibile trovarla poiché come sappiamo l’infortunio deriva da fattori sia interni, come le condizioni fisiche dell’atleta, sia da fattori esterni come le condizioni delle superfici di gioco o i traumi da contatto.

Inoltre dal punto di vista statistico l’elevata deviazione standard che spesso troviamo nei dati stabilometrici crea un contrasto insanabile tra specificità e sensibilità.

Bibliografia

  1. Faralli MM. Et al. Correlations between posturographic findings and symptoms in subjects with fractures of the condylar head of the mandible. 2009; 266(4):565-70.
  2. Ageberg E. et al. Influence of supervised and nonsupervised training on postural control after an acute anterior cruciate ligament rupture: a three-year longitudinal prospective study. The Journal of Orthopaedic and Sports Physical Therapy 2001; 31(11):632-644.
  3. Romero-Franco N. et al. Postural Stability and Subsequent Sports Injuries during Indoor Season of Athletes. J Phys Ther Sci. 2014; 26(5):683-7.
  4. Dai B.et al. The effects of postseason break on stabilometric performance in female volleyball players. Sports Biomech. 2010;9(2):115-22.

About Luca Barni

Sono Fisioterapista, osteopata e laureato in scienze motorie. Svolgo la mia professione a Montecatini Terme (Pistoia), affiancando al lavoro pratico, l’insegnamento e la ricerca scientifica. Scrivimi lucabarnistudio@gmail.com

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