Corteccia Cerebrale e inibizione del dolore

La corteccia cerebrale e inibizione del dolore.

Spesso leggiamo che il nostro vissuto influenza quello che siamo, come ci relazioniamo e come interpretiamo le nostre sensazioni e emozioni che possono scaturire ad esempio da un evento doloroso, ciò è determinato dal fatto che siamo una specie organizzata e dal punto di vista evoluzionistico siamo frutto di una mutazione specie-specifica [1].

Dobbiamo considerare normalmente che abbiamo un grande tour-over cellulare durante la nostra vita però ciò non riguarda i neuroni che praticamente non si moltiplicano dopo la nascita, quindi le cellule nervose che costituiscono il nostro cervello hanno la nostra età, ciò spiega il fatto che ad esempio a 60 anni ci possiamo sentire come a 20 anni, ciò naturalmente cambia è il vissuto esperienziale e quindi le connessioni  tra le varie cellule del cervello [2].

Un essere umano è simile biologicamente ad un altro per il 99,99 percento quindi lo 0,01 percento determina significative differenze su più punti come il pensiero, l’aspetto e il comportamento che abbiamo.[2]

Corteccia cerebrale: come è formata

La conformazione della corteccia cerebrale ci differenzia dagli altri mammiferi. La corteccia si divide nei due emisferi che sono in comunicazione tra loro tramite il corpo calloso [2].

La corteccia cerebrale umana è formata da sporgente (giri) e rientranze (solchi) specifiche costituite da gruppi di cellule con funzioni ben definite (es. giro precentrale corteccia-motoria) [2].

La corteccia cerebrale è costituita da un complesso intreccio di glia (le cellule della glia hanno funzione nutritiva e di sostegno per i neuroni oltre che regolare la plasticità sinaptica), cellule nervose, fibre e vasi sanguigni [3-4].

Negli strati più profondi della corteccia cerebrale troviamo il sistema limbico che determina un aspetto affettivo e emotivo alle informazioni che riceviamo.

Il sistema limbico ha due componenti:

  • una parte relativa alla corteccia
  • una profonda subcorticale.

Nella parte corticale fanno parte il giro del cingolo, il paraippocampo, l’ippocampo e la corteccia relativa ai nuclei septali, mentre l’area subcorticale è costituita dall’amigdala, la formazione reticolare, il nucleo anteriore del talamo, parte dell’ipotalamo e i nuclei abenulari [2-3].

Corteccia Cerebrale

Corteccia cerebrale: ruolo amigdala

Il compito principale dell’amigdala è quello di analizzare in tempo reale tutti gli stimoli che arrivano e determinare se sono coerenti e quindi sicuri, se tale elaborazione conferma sicurezza dell’ambiente l’ippocampo ha la possibilità di apprendere e memorizzare nuove informazioni, se invece l’amigdala non trova tali segnali coerenti e sicuri si alza il livello di allarme e il cervello si concentra sulla situazione in atto perché ritenuto emergente rispetto ad altro, inoltre altro aspetto fondamentale è il fatto che quando alla corteccia cerebrale arriva un messaggio esso è già stato valutato come sensazione piacevole o dolorosa [2].

La corteccia cerebrale per quanto riguarda anche il controllo degli stimoli ha un’importante funzione inibitoria in particolare mediato dalle cellule stellate spinose e non spinose che hanno come neurotrasmettitore inibitorio il GABA (opposto al GABA troviamo il glutammato neurotrasmettitore eccitatorio) [1].

Oltre alla corteccia i centri del tronco cerebrale sono ampiamente considerati inibitori del dolore [5].

Ad esempio la sostanza grigia periacqueduttale (GPA o PAG, dall’inglese Peri-Aqueductal Gray) situata nel mesencefalo costituisce il centro di controllo primario per la modulazione discendente del dolore, principalmente grazie alle cellule che producono encefalina, un neurotrasmettitore che inibisce il dolore, questa regione viene utilizzata per la sistemazione di impianti che stimolano il cervello nei pazienti con dolore cronico [5].

Altro sistema con una grande capacità inibitoria è il midollo rostrale ventromediale (RVM), situato nel midollo allungato. Esso tramite le sue cellule off determina una riduzione transitoria della frequenza di scarica appena prima del riflesso nocicettivo [6].

Corteccia cerebrale: locus coeruleus

Insieme a questi modulatori del dolore c’è stato un interesse rivolto anche in altri sistemi cerebrali, incluso il locus coeruleus [7].

Il locus coeruleus (LC), che contiene di gran lunga il maggior numero di neuroni noradrenergici nel cervello, potrebbe essere descritto da molti come un “soppressore del dolore” [7].

I centri centrali noradrenergici come il locus coeruleus (LC) sono tradizionalmente considerati inibitori del dolore; tuttavia, interazioni complesse tra i percorsi del tronco cerebrale e i loro recettori modulano sia l’inibizione che la facilitazione del dolore [7].

I cambiamenti neuroplastici e gliali dopo le lesioni nervose aumentano e modificano l’attività del sistema nervoso centrale (SNC), dei recettori peptidici, dei canali ionici e dei fattori neuroimmuni che guidano l’ipereccitabilità neuronale del corno dorsale. Ipereccitabilità netta è determinata da numerosi fattori, tra cui alterazioni nei sistemi di neurotrasmissione eccitatori e inibitori locali [7].

Ad esempio i neuroni noradrenergici del locus coeruleus partecipano allo sviluppo e al mantenimento dell’allodinia e dell’iperalgesia dopo lesione del nervo (dolore cronico neuropatico).

Con il tempo dopo l’infortunio del nervo, l’equilibrio della funzione del LC si sposta dall’inibizione del dolore alla facilitazione del dolore.

Pertanto, le azioni inibitori del dolore dei farmaci antidepressivi, ottenute con elevate concentrazioni di noradrenalina nel corno dorsale, possono essere neutralizzate o addirittura sostituite dall’attivazione simultanea di sistemi di facilitazione [7].

Corteccia cerebrale: bibliografia

  1. Second College Edition,Boston, Houghton Mifflin Company, 1985.
  2. Taylor JB. M. La scoperta del giardino della mente. Milano: Mondadori Libri S.p.A. ; 2015.
  3. http://www.brainmindlife.org/ithome.htm
  4. Swaminathan, Nikhil, Glia the other brain cells, in Discover, Jan-Feb 2011.
  5. Giuseppe Anastasi, et al., Trattato di anatomia umana, vol. 3, 4ª edizione, Milano, Edi.Ermes, 2006, p. 74, ISBN 88-7051-287-8.
  6. Morgan M. Periaqueductal Gray neurons project to spinally projecting GABAergic neurons in the rostral ventromedial medulla, in Pain, vol. 140, nº 2, novembre 2008, pp. 376–386.
  7. Taylor BK, Westlund KN. The noradrenergic locus coeruleus as a chronic pain generator. J Neurosci Res. 2017 Jun;95(6):1336-1346.

 

 

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About Luca Barni

Sono Fisioterapista, osteopata e laureato in scienze motorie. Svolgo la mia professione a Montecatini Terme (Pistoia), affiancando al lavoro pratico, l’insegnamento e la ricerca scientifica. Scrivimi lucabarnistudio@gmail.com