Caratteristiche funzionali del muscolo multifido

Un particolare ringraziamento al Dott.Nicola Bianchi che ha contribuito alla stesura di questo articolo.

Il muscolo multifido fa parte dei muscoli paraspinali, muscoli profondi della colonna che estendono e stabilizzano la colonna bilateralmente e  determinano la flessione laterale di questa e/o la sua rotazione dallo stesso lato o dal lato opposto.

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Il muscolo multifido si estende dall’osso sacro fino all’epistrofeo; è più voluminoso nel tratto lombosacrale, dove è ricoperto dal muscolo lunghissimo del dorso, mentre nelle restanti parti si trova profondamente al muscolo semispinale. Presenta un’elevata distribuzione di fibre di tipo I che ne determinano l’importante ruolo di stabilizzatore della colonna, insieme con gli altri muscoli erettori spinali.

ORIGINE

Superficie posteriore del sacro, superficie mediale della spina iliaca postero superiore e legamenti sacro–iliaci posteriori. Regione lombare-toracica-cervicale (processi trasversi da L5 a C4).

INSERZIONE

Attraversa da due a quattro vertebre, inserito nel processo spinoso della vertebra soprastante (dalle vertebre lombari alle cervicali, escluso l’atlante).

INNERVAZIONE

Rami dorsali dei nervi spinali dal 3° cervicale al 5° lombare.

AZIONE

Estende e ruota dal lato opposto la colonna vertebrale. La specificità e l’importanza del muscolo multifido risiede nella zona lombare. Esso svolge, insieme ad altri muscoli, una funzione stabilizzatrice sul rachide lombare.

I principali muscoli che svolgono tale compito sono :

  • Il multifidio lombare
  • Il trasverso addominale

Quest’ultimo si co-contrae sempre con il muscolo multifido.

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Circa i due terzi del supporto statico della colonna è determinato dall’azione del muscolo multifido; i muscoli erettori spinali aiutano a equilibrare tutte le forze coinvolte nella flessione della colonna; i muscoli interspinali e gli intertrasversali sono molto importanti per la rotazione del tronco e la stabilità laterale.

VALUTAZIONE DEL MUSCOLO MULTIFIDO (secondo la Dott.ssa Diana Lee).

Paziente è prono con testa in posizione neutra.

Si palpa il solco tra il processo spinoso e il processo trasverso delle vertebre e la cresta media dell’osso sacro. Le fibre superficiali e laterali nel bacino si uniscono alla cresta iliaca posteriore, laterale alle fibre profonde.

Si esercita una pressione decisa ma non dolorosa del tessuto e si apprezza la qualità del tessuto e la sua superficie. In caso di disfunzione del muscolo è comune incontrare atrofia delle fibre profonde-mediali e ipertonicità delle fibre superficiali o laterali.

CONSIDERAZIONI DA STUDI EBM

In uno studio recentemente condotto e pubblicato su Journal of orthopaedic and sports physical therapy  hanno confrontato l’attivazione del muscolo multifido spinale con quella dei muscoli estensori degli arti inferiori in runners, di entrambi i sessi divisi in un gruppo con lombalgia cronica e un gruppo di sani. Gli autori hanno concluso che: runners  maschi con lombalgia cronica (low back pain, LBP) avevano una diminuzione di forza dei muscoli estensori del ginocchio rispetto ai corridori sani. Corridori di sesso femminile con LBP cronico hanno dimostrato anche un deficit supplementare di attivazione del muscolo multifido lombare,. In considerazione di ciò, si potrebbe ipotizzare che tale fatto sia dovuto in parte alla differenza posizionale del bacino della donna ed in parte ad un grado di forza minore, ma tutto ciò deve essere dimostrato trattandosi di ipotesi logico-deduttive.

In un altro recente studio pubblicato su Journal of back and musculoskeletal rehabilitation, partendo dal background che LBP può essere correlato a una diminuzione  della sezione trasversa del muscolo multifido, è stato dimostrato che un programma di stabilizzazione del core aumenta la sezione trasversa di tale muscolo sia nelle donne con LBP sia in quelle sane e da ciò si può dedurre che allenare il core, in particolare il muscolo multifido, serve anche come prevenzione per chi non presenta dolore alla colonna.

Infine, un altro studio interessante sostiene che l’allenamento di resistenza dei muscoli respiratori con strumenti dedicati risulta essere un metodo valido per allenare i muscoli stabilizzatori della colonna ed uno studio condotto sull’elettromiografia ad aghi ha dimostrato che l’analisi del muscolo multifido è un  metodo semplice ed efficace per la diagnosi di stenosi lombare.
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Bibliografia:
1. J Orthop Sports Phys Ther. 2015 Apr 21:1-30.
Low Back and Lower Limb Muscle Performance in Male and Female Recreational Runners With Chronic Low Back Pain.
Cai C1, Kong PW.
2. J Back Musculoskelet Rehabil. 2015 Apr 16.
Effects of core stability exercises on multifidus muscles in healthy women and women with chronic low-back pain.
Kliziene I1, Sipaviciene S2, Klizas S3, Imbrasiene D2.

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