La malattia di Osgood-Schlatter: definizione e terapie associate

Osgood-Schlatter

Malattia di Osgood-Schlatter

La malattia di Osgood-Schlatter (Osgood–Schlatter disease, OSD), prende il nome dai medici che la descrissero nel 1903[1, 2].

Viene definita anche osteocondrosi apofisaria o osteocondrite del tubercolo tibiale (quest’ultima definizione è oggi considerata impropria). Il meccanismo patomeccanico consiste in una trazione della tuberosità tibiale causata da ripetuti sforzi sui muscoli quadricipiti del femore (traction apophysitis-apofisite da trazione).

La teoria della traction apophysitis e dell’avulsione traumatica del centro di ossificazione secondario della tuberosità tibiale fu sostenuta già nel 1962 da Ehrenborg [3, 4].

Radiografia

Per quanto concerne l’imaging medica la classificazione utilizzata in radiologia prevede 4 fasi radiografiche di maturazione:

  • età da 0 a 11 anni : stato cartilagineo;
  • età da 11 a 14: stato apofisario ;
  • età da 14 a 18: stato epifisaria;
  • dopo 18 anni: stadio osseo

La tuberosità viene visualizzata nelle radiografie a circa 9 anni nelle ragazze e 11 anni nei ragazzi.
La sindrome di Osgood-Schlatter si verifica durante la stato apofisario in età compresa tra i 12 e i 15 nei ragazzi e tra gli 8 e i 12 nelle femmine [5].

Durante la fase di maturazione (stato apofisario), le cellule della cartilagine della parte prossimale della tuberosità migrano distalmente, sostituendo la fibrocartilagine nella parte centrale, questo rende la tuberosità incapace di resistere alla forza esercitata dal quadricipite, con conseguente micro-avulsioni e con ossificazione secondaria [6].
Questi frammenti ossei vengono incorporati secondariamente nel resto della tuberosità tibiale, potendo provocare come sequela una tuberosità allargata [2]. In rari casi, i frammenti non sono incorporati nella tuberosità e possono rimanere dopo le tappe di crescita e devono poi essere rimossi chirurgicamente [2].

Diagnosi

L’ecografia è un altro metodo di imaging utile per la visualizzazione delle condizioni patologiche di natura ortopedica, soprattutto le malattie dei tessuti molli, ed è particolarmente efficace nella diagnosi precoce di OSD [8].

L’utilizzo dell’ecografia, ha creato una nuovo classificazione del sistema di maturazione scheletrica dell’attacco distale del tendine rotuleo:

  • La fase sonolucente (Fase S) caratterizzata dalla presenza di una grande quantità di cartilagine apofisaria.
  • Lo stadio singolo/individuale (stadio I) caratterizzato dalla presenza di cartilagine apofisaria all’interno di un ”unico ossicino’.
  • La fase connettiva (stadio C) è caratterizzata dal collegamento dell’ossificazione secondaria e l’epifisi tibiale [9].

Clinicamente, è caratterizzata da dolore, gonfiore, e ingrossamento della tibia prossimale al sito di inserzione del tendine rotuleo.

Il dolore è aggravato con l’attività fisica che coinvolge la corsa, il salto, e l’inginocchiarsi [10].

In uno studio di coorte della durata di anno, l’incidenza di OSD è stata del 14,3%. Il peso corporeo e la rigidità muscolare del quadricipite femorale erano significativamente maggiore nel gruppo OSD che nel gruppo di controllo. Da notare che il dolore però non era presente all’inizio dello studio nei soggetti con stadio I della malattia.

In un altro studio Lucena, ha riportato una prevalenza di OSD del 13,0% (124 persone) in un campione di 956 adolescenti che si erano impegnati in qualche attività sportiva.

L’incidenza di OSD è simile anche in studi precedenti. Questo risultato suggerisce che l’OSD si sviluppa entro 1 anno dall’esordio dello stadio I. Queste informazioni possono essere utili per inserire insegnamento sistematico dello stretching del quadricipite ai giocatori preadolescenti di calcio con stadio I della malattia [11,12].

Un altro parametro di funzionalità che incide sulla OSD è la dorsiflessione limitata dell’articolazione della caviglia [13].

La sindrome di Osgood-Schlatter risponde bene alla sospensione temporanea delle attività sportive in combinazione con ortesi plantari su misura per fornire ammortizzazione, e esercizi di stretching in particolare del quadricipite femorale. L’immobilizzazione con un cast al ginocchio in gesso può essere utile per il dolore nella tuberosità durante l’estensione del retto femorale, anche se il dolore di solito si trova proprio nel muscolo stesso [2].

Altra parametro da considerare sono la tipologia di calzature sportive adeguate.

In ogni caso, la malattia si risolve spontaneamente quando gli arti inferiori smettono la propria crescita (intorno allo stadio Risser 1 del nucleo di ossificazione della cresta iliaca).

Quando è necessaria l’asportazione di un ossicino intratendineo, il paziente e la sua famiglia devono essere avvertiti che di solito ci vogliono diverse settimane o mesi per far scomparire il dolore [7,14].

Riguardo le possibili strategie di trattamento in uno studio che ammette limitazioni di misurazione nell’outcome , si parla come possibile terapia dell’utilizzo di iniezioni di destrosio e lidocaina (proloterapia) negli atleti che non hanno avuto beneficio dagli esercizi consigliati [15].

Bibliografia

  1. Schlatter C. Verletzungen der schnabelformigen fortsatzes der obseren tibia epiphyse. Beitr Klin Chir. 1903; 38:874–887.
  2. Osgood RB. Lesions of the tibial tubercle occurring during adolescence. Boston Med Surg J. 1903; 148:114–117.
  3. Ehrenborg G.The Osgood–Schlatter lesion: a clinical study of 170 cases. Acta Chir Scand. 1962; 124:89–105.
  4. Ehrenborg G. The Osgood–Schlatter lesion. A clinical and experimental study. Acta Chir Scand Suppl. 1962; 288:1–36.
  5. Frush TJ, Lindenfeld TN. Peri-epiphyseal and overuse injuries in adolescent athletes. Sports Health 2009;1:201–11.
  6. Longo UG, Petrillo S, Franceschetti E, Berton A, Maffulli N, Denaro V. Stem cells and gene therapy for cartilage repair. Stem Cells Int. 2012; article ID 897183, 12 pages.
  7. Lefort G. Sport et pathologie apophysaire de l’enfant et de l’adolescent. Cahiers d’enseignement de la SOFCOT. Conférences d’enseignement, 66, Expansion Scientifique, Paris 1998; pp. 191–203.
  8. Vreju F, Ciurea P, Rosu A. Osgood–Schlatter disease — ultrasonographic diagnostic. Med Ultrason. 2010; 12:336–339.
  9. Nakase J, Aiba T, Goshima K, Takahashi R, Toratani T, Kosaka M, Ohashi Y,Tsuchiya H. Relationship between the skeletal maturation of the distal attachment of the patellar tendon and physical features in preadolescent male football players. Knee Surg Sports Traumatol Arthrosc. 2014; 22:195–199.
  10. Bloom OJ, Mackler L, Barbee J. Clinical inquiries. What is the best treatment for Osgood-Schlatter disease? J Fam Pract. 2004;53:153–156.
  11. Junsuke Nakase, Kenichi Goshima, Hitoaki Numata, Takeshi Oshima, Yasushi Takata et al. Precise risk factors for Osgood–Schlatter disease. Arch Orthop Trauma Surg. 2015; 135(9):1277-81.
  12. De Lucena GL, dos Santos Gomes C, Guerra RO. Prevalence and associated factors of Osgood–Schlatter syndrome in a population-based sample of Brazilian adolescents. Am J Sports. Med. 2011; 39:415–420.
  13. Sarcević Z. Limited ankle dorsiflexion: a predisposing factor to Morbus Osgood Schlatter?. Knee Surg Sports Traumatol Arthrosc. 2008;16(8):726-8.
  14. G. Nierenberg, M. Falah, Y. Keren, M. Eidelman. Surgical treatment of residual Osgood-Schlatter disease in young adults: role of the mobile osseous fragment. Orthopedics. 2011; p. 176.
  15. Sakr M., Anne Mounsey A, John Hickner J. Injection may be the best bet for young athletes’ knee pain. J Fam Pract. 2012; 61(8): 486–488.

About Luca Barni

Sono Fisioterapista, osteopata e laureato in scienze motorie. Svolgo la mia professione a Montecatini Terme (Pistoia), affiancando al lavoro pratico, l’insegnamento e la ricerca scientifica. Scrivimi lucabarnistudio@gmail.com

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